Incontro di gruppo di Meditazione in Movimento ispirata alla Kundalini Osho

INCONTRO DI GRUPPO DI MEDITAZIONE IN MOVIMENTO ISPIRATA ALLA KUNDALINI OSHO
Immagina di concederti uno spazio in cui, per una volta, non sia necessario chiedere alla mente di fermarsi immediatamente.
Un momento in cui puoi partire dal corpo, permettergli di muoversi, scuotersi, danzare ed esprimersi liberamente, per arrivare poco alla volta alla quiete, all’ascolto e al silenzio.
Viviamo spesso giornate ricche di impegni, responsabilità, pensieri, emozioni e continui stimoli.
Anche quando finalmente ci fermiamo, non sempre tutto ciò che abbiamo vissuto riesce a fermarsi insieme a noi.
Il corpo può essere immobile mentre la mente continua a correre oppure possiamo percepire tensione, irrequietezza e il bisogno di muoverci prima di riuscire veramente a rilassarci.
La Meditazione in Movimento ispirata alla Kundalini Osho nasce proprio da questa possibilità: non cercare di raggiungere immediatamente l’immobilità, ma utilizzare inizialmente il movimento come una strada per arrivare progressivamente alla quiete.
Il corpo diventa così la porta d’ingresso alla meditazione.
Prima può muoversi ed esprimersi, successivamente viene accompagnato verso l’ascolto e infine può abbandonarsi al riposo.
Per comprendere il significato profondo di questa esperienza è importante conoscere innanzitutto che cosa rappresenta la Kundalini.
Nelle antiche tradizioni yogiche dell’India, la Kundalini viene descritta come un’energia vitale profonda presente in ogni essere umano e simbolicamente custodita alla base della colonna vertebrale, nella zona associata al primo chakra, Muladhara.
Il termine Kundalini richiama l’immagine di qualcosa di avvolto su se stesso e proprio per questo questa energia viene tradizionalmente rappresentata attraverso un serpente addormentato e raccolto alla base della colonna vertebrale.
Il serpente, in questo linguaggio simbolico, non rappresenta qualcosa di negativo o pericoloso, ma la forza della vita, la trasformazione, il rinnovamento e quella potenzialità profonda che può gradualmente emergere quando iniziamo a entrare maggiormente in contatto con noi stessi.
Secondo la tradizione yogica, la Kundalini può risalire attraverso Sushumna Nadi, il canale energetico centrale simbolicamente collocato lungo l’asse della colonna vertebrale, incontrando lungo il proprio percorso i differenti chakra.
Ai lati di Sushumna vengono descritti Ida e Pingala.
Ida è tradizionalmente associata all’energia lunare, ricettiva, introspettiva e più fresca, mentre Pingala è collegata all’energia solare, dinamica, attiva e riscaldante.
Il viaggio simbolico della Kundalini rappresenta quindi anche la ricerca di un maggiore equilibrio tra le differenti polarità presenti dentro di noi: movimento e immobilità, azione e ricettività, forza e delicatezza, istinto e consapevolezza, corpo e dimensione spirituale.
Nel suo percorso attraverso i sette chakra principali incontra simbolicamente differenti aspetti dell’esperienza umana: il radicamento e la sicurezza, le emozioni e la creatività, la forza personale, l’amore e le relazioni, la comunicazione e la capacità di esprimersi, l’intuizione e infine la dimensione spirituale e il senso di connessione con qualcosa di più grande.
All’interno di questo incontro non cercheremo però di provocare o forzare un cosiddetto “risveglio della Kundalini”.
Non sarà necessario raggiungere stati particolari, percepire determinate sensazioni o vivere esperienze straordinarie.
La Kundalini verrà accolta soprattutto come rappresentazione della nostra energia vitale e della possibilità di entrare maggiormente in contatto con il corpo, il movimento, le emozioni e la nostra dimensione interiore.
La pratica alla quale questo incontro si ispira è la Kundalini Meditation di Osho, una meditazione attiva originariamente strutturata in quattro fasi dedicate allo scuotimento, alla danza, all’osservazione e all’immobilità.
All’interno del mio incontro manterremo le prime due fasi, dedicando quindici minuti allo scuotimento del corpo e quindici minuti alla danza libera, mentre la parte successiva verrà accompagnata attraverso la mia personale modalità di lavoro, con circa cinque-dieci minuti di meditazione da seduti insieme alle vibrazioni delle campane tibetane e circa quindici minuti di meditazione guidata conclusiva in Shavasana.
Verrà dedicato un piccolo momento alla scelta intuitiva.
Per ogni partecipante verranno scelti intuitivamente un cristallo e una carta del pensiero positivo.
Il cristallo accompagnerà energeticamente l’esperienza, mentre la carta offrirà un pensiero personale da accogliere e portare con sé dopo la pratica.
Ogni persona potrà così vivere un’esperienza condivisa con il piccolo gruppo ma, allo stesso tempo, profondamente personale.
Inizieremo quindi con quindici minuti dedicati allo scuotimento del corpo.
Le ginocchia rimarranno morbide e il movimento potrà iniziare delicatamente dalla parte inferiore del corpo, permettendo progressivamente allo scuotimento di coinvolgere gambe, bacino, busto, spalle, braccia e tutto ciò che spontaneamente desidererà partecipare.
Non sarà necessario scuotersi con forza e non si tratterà di eseguire un esercizio fisico.
L’intento sarà piuttosto quello di diminuire progressivamente il controllo e lasciare che il corpo trovi il proprio ritmo.
Lo scuotimento permette di riportare l’attenzione dalle continue attività della mente alle sensazioni corporee e può aiutare a percepire con maggiore chiarezza le zone nelle quali tendiamo ad accumulare tensione e rigidità.
Sul piano energetico questa fase viene vissuta come una possibilità di smuovere ciò che percepiamo fermo o trattenuto, favorendo una maggiore sensazione di fluidità e contatto con la propria energia vitale.
Dopo lo scuotimento arriveranno quindici minuti di danza libera.
Non ci saranno passi da imparare, sequenze da ricordare o movimenti da eseguire correttamente.
La danza non dovrà essere bella da vedere: ha da essere semplicemente tua.
Potrai muoverti molto oppure poco, utilizzare tutto lo spazio oppure rimanere quasi nello stesso punto, seguire il ritmo della musica oppure lasciare che il corpo trovi un movimento completamente personale.
L’obiettivo non sarà essere osservati mentre si danza, ma essere presenti mentre si danza.
Questa fase può sostenere la spontaneità, la creatività, la vitalità, la libertà espressiva e il piacere di abitare il proprio corpo senza doverlo continuamente giudicare o controllare.
Attraverso il movimento possono emergere sensazioni ed emozioni differenti e non sarà necessario comprenderle, analizzarle o attribuire immediatamente loro un significato.
Potranno semplicemente essere sentite e attraversate.
Durante le fasi di scuotimento e danza sarà inoltre possibile, per chi lo desidera, utilizzare una mascherina sugli occhi.
La mascherina permette di ridurre gli stimoli provenienti dall’esterno e soprattutto di uscire temporaneamente dalla dinamica del guardare e dell’essere guardati.
Quando ci muoviamo insieme ad altre persone, infatti, una parte della nostra attenzione può inconsapevolmente rimanere rivolta a ciò che stanno facendo gli altri, al modo in cui noi stessi ci stiamo muovendo oppure alla possibilità di essere osservati.
Coprire gli occhi può aiutare a lasciare andare più facilmente il confronto e il giudizio, riportando l’attenzione verso ciò che accade dentro di sé.
Non vedere gli altri e non incrociare il loro sguardo può creare una maggiore sensazione di libertà e permettere allo scuotimento e alla danza di diventare ancora più spontanei, intimi e personali.
La mascherina rimarrà naturalmente una possibilità e mai un obbligo.
Ognuno potrà scegliere la modalità nella quale sente di potersi muovere con maggiore serenità e sicurezza.
Dopo circa trenta minuti di movimento arriverà un cambiamento importante.
Passeremo progressivamente dal fare all’ascoltare.
Ci siederemo per circa cinque-dieci minuti e lasceremo che ciò che fino a quel momento si è mosso possa lentamente trovare quiete.
Non sarà necessario cercare di svuotare la mente o impedire ai pensieri di comparire.
L’invito sarà semplicemente quello di osservare il respiro, le sensazioni, le emozioni e ciò che emerge senza dover intervenire continuamente.
Questa fase sarà accompagnata dal bagno sonoro delle campane tibetane.
Le loro vibrazioni accompagneranno delicatamente il passaggio dal movimento all’immobilità, creando uno spazio dedicato all’ascolto e alla presenza.
Dopo lo scuotimento e la danza, poter rimanere semplicemente seduti permette di percepire con particolare chiarezza ciò che accade quando il movimento esterno si interrompe e può favorire una maggiore capacità di osservazione e di ascolto interiore.
Successivamente ci sdraieremo in Shavasana per circa quindici minuti di meditazione guidata.
Il corpo, completamente sostenuto dalla terra, non avrà più bisogno di fare nulla.
Dopo essersi mosso, espresso e ascoltato, potrà semplicemente riposare.
La mia voce accompagnerà delicatamente questa parte conclusiva, permettendo di portare l’attenzione verso l’interno, accogliere ciò che è emerso e integrare progressivamente l’esperienza vissuta.
È proprio questa successione a rendere particolare la Meditazione in Movimento.
Non cerchiamo la quiete combattendo il movimento ma attraversiamo il movimento per incontrare la quiete.
Non chiediamo alla mente di diventare immediatamente silenziosa.
Offriamo prima al corpo uno spazio nel quale esprimersi e soltanto dopo osserviamo ciò che rimane.
I benefici di questa pratica possono essere percepiti contemporaneamente sul piano corporeo, mentale, emotivo, meditativo ed energetico.
Lo scuotimento e la danza favoriscono innanzitutto una maggiore consapevolezza corporea, perché riportano l’attenzione verso sensazioni che durante la quotidianità possono facilmente passare inosservate.
Il movimento può aiutare a percepire e lasciare progressivamente andare parte delle tensioni accumulate, favorendo una piacevole sensazione di libertà, fluidità, leggerezza e vitalità.
La danza libera offre inoltre uno spazio nel quale riscoprire spontaneità e creatività senza prestazione, confronto o necessità di eseguire qualcosa correttamente.
Sul piano emotivo, potersi muovere liberamente permette di dare spazio a ciò che sentiamo anche quando non abbiamo bisogno o desiderio di trasformarlo immediatamente in parole.
Gioia, energia, commozione, bisogno di libertà, delicatezza o semplicemente piacere di muoversi possono trovare nel corpo una possibilità di espressione.
Sul piano mentale, il passaggio progressivo dal movimento alla meditazione può aiutare a interrompere temporaneamente il continuo rivolgersi dell’attenzione verso pensieri, impegni e stimoli esterni, riportandola al momento presente.
La fase seduta permette di allenare la capacità di osservare un pensiero senza doverlo necessariamente seguire, percepire una sensazione senza modificarla immediatamente e accogliere ciò che emerge con maggiore presenza.
Per questo motivo la Meditazione in Movimento può risultare particolarmente interessante anche per chi trova difficile entrare direttamente in una pratica completamente statica.
Il corpo ha prima la possibilità di muoversi e soltanto successivamente viene accompagnato verso l’immobilità.
Il bagno sonoro delle campane tibetane e la meditazione guidata conclusiva sostengono ulteriormente questo passaggio verso il rilassamento, offrendo uno spazio nel quale rallentare e integrare ciò che è stato vissuto.
Al termine dell’incontro alcune persone possono percepire maggiore calma, centratura, leggerezza, vitalità, presenza oppure semplicemente una maggiore connessione con il proprio corpo.
Ogni esperienza rimane personale e non esiste una sensazione che debba necessariamente essere raggiunta.
Anche dal punto di vista energetico l’intera pratica può essere vissuta come un viaggio.
Lo scuotimento richiama il movimento dell’energia, la danza permette alla vitalità di trovare espressione, la meditazione seduta accompagna verso l’osservazione e Shavasana conduce infine all’integrazione e alla quiete.
È un percorso che parte dal corpo per arrivare progressivamente all’interiorità, dal movimento al silenzio, dal fare all’essere.
La pratica può essere proposta anche ai ragazzi a partire indicativamente dai dodici anni, adattando sempre intensità e modalità alle caratteristiche individuali e mantenendo lo scuotimento e la danza spontanei e mai forzati.
Durante la gravidanza questa specifica versione dell’incontro non viene proposta.
I quindici minuti continuativi di scuotimento seguiti dalla danza libera rendono preferibile, in questo particolare momento della vita, scegliere una pratica meditativa più dolce e appositamente adattata alla gravidanza, che permetta comunque di coltivare presenza, ascolto e rilassamento senza utilizzare le componenti dinamiche più intense di questo incontro.
Durante tutta la pratica rimarrà fondamentale rispettare il proprio corpo.
Non sarà necessario aumentare l’intensità dello scuotimento, danzare più degli altri o cercare di raggiungere sensazioni particolari.
Se il corpo comunicherà il bisogno di rallentare, modificare un movimento, aprire gli occhi, togliere la mascherina, sedersi oppure fermarsi, quel bisogno verrà sempre rispettato.
Meditare significa anche imparare ad ascoltare i propri confini.
Ogni incontro potrà essere diverso.
Una volta potresti sentire il desiderio di muoverti maggiormente e un’altra avere bisogno di delicatezza e raccoglimento.
Potresti incontrare energia, leggerezza, emozione, calma, silenzio oppure semplicemente una nuova percezione del tuo corpo.
Non esiste un risultato da raggiungere.
Esiste ciò che sei pronto ad ascoltare in quel preciso momento.
Per mantenere l’esperienza intima, raccolta e rispettosa, ogni incontro di gruppo dal vivo accoglierà un massimo di tre partecipanti.
Il piccolo gruppo permette di avere lo spazio necessario per muoversi liberamente e, allo stesso tempo, di vivere la pratica all’interno di un ambiente protetto nel quale possa essere più semplice lasciare andare progressivamente il controllo.
È possibile vivere la Meditazione in Movimento anche individualmente, attraverso un incontro completamente dedicato alla singola persona, oppure creare un gruppo privato scegliendo direttamente le persone con le quali condividere questa esperienza.
Gli incontri privati possono essere organizzati al mattino o al pomeriggio dal lunedì al sabato oppure alla sera dal lunedì al venerdì, concordando insieme giorno e orario in base alle disponibilità.
Per alcune persone potrà essere un modo per ritrovare energia e vitalità.
Per altre uno spazio per rallentare.
Per altre ancora un’occasione per sentirsi più libere nel proprio corpo, lasciare momentaneamente da parte il controllo e sperimentare una forma di meditazione differente.
Ogni persona è diversa.
Ogni corpo possiede la propria storia, i propri tempi e il proprio modo di incontrare il silenzio.
Per questo motivo ogni esperienza verrà vissuta in maniera unica, accompagnando con rispetto ciò di cui la persona ha realmente bisogno in quel preciso momento.
Contributo: l’incontro di gruppo ha un valore di 25 euro a persona. C'è anche la possibilità di un incontro individuale e ha un valore di 60 euro.
Durata: l’esperienza ha una durata complessiva di circa un’ora e mezza, con 15 minuti di scuotimento del corpo, 15 minuti di danza libera, circa 5-10 minuti di meditazione da seduti accompagnata dal bagno sonoro delle campane tibetane e circa 15 minuti di meditazione guidata conclusiva in Shavasana mentre il resto del tempo è dedicato all'accoglienza, preparazione e saluti finali.
Comprende: la scelta intuitiva di un cristallo e di una carta del pensiero positivo, la possibilità di utilizzare una mascherina sugli occhi durante le fasi in movimento, lo scuotimento consapevole del corpo, la danza libera, la meditazione da seduti accompagnata dalle vibrazioni delle campane tibetane, la meditazione guidata finale in Shavasana e l’accompagnamento durante tutte le differenti fasi dell’esperienza. La postazione è fornita di tutto. Gli incontri di gruppo dal vivo prevedono un massimo di tre partecipanti. È inoltre possibile vivere l’esperienza individualmente oppure organizzare un gruppo privato con le persone che desideri, al mattino o al pomeriggio dal lunedì al sabato oppure alla sera dal lunedì al venerdì.
È un incontro dedicato a chi desidera sperimentare la meditazione attraverso il corpo e il movimento, ritrovare maggiore libertà e consapevolezza corporea, favorire il rilassamento delle tensioni accumulate, sostenere vitalità, creatività e spontaneità, alleggerire il continuo susseguirsi dei pensieri e concedersi uno spazio di ascolto, presenza e connessione con se stessi, attraversando un viaggio che parte dal movimento e conduce gradualmente verso la quiete.
In questi giorni sento il desiderio di dire grazie.
Grazie alle persone che hanno scelto di raccontare la loro esperienza diretta con la Meditazione in Movimento ispirata alla Kundalini Osho, condividendo sensazioni, emozioni e parole nate da ciò che hanno realmente vissuto durante e dopo questo incontro.
Non è scontato concedersi un’esperienza nella quale il corpo viene invitato prima a muoversi, a esprimersi e a lasciare andare il controllo e poi fermarsi ad ascoltare ciò che rimane dentro.
E non è scontato, successivamente, trovare le parole per raccontarlo.
Per me queste condivisioni non sono semplici “recensioni”, ma piccole testimonianze di un viaggio personale: tracce lasciate da chi ha scelto di dedicarsi uno spazio nel quale tornare al corpo, al movimento, al respiro, all’ascolto e alla propria presenza.
La Meditazione in Movimento ispirata alla Kundalini Osho è un’esperienza che accompagna gradualmente dal movimento alla quiete, dall’espressione all’ascolto, dall’esterno verso l’interno.
Attraverso lo scuotimento, la danza libera, il bagno sonoro con le campane tibetane e la meditazione guidata finale in Shavasana, ognuno può attraversare l’esperienza in maniera completamente personale, senza dover raggiungere qualcosa, senza dover essere capace di meditare e senza che esista un modo giusto o sbagliato di viverla.
Anche il cristallo e la carta del pensiero positivo scelti intuitivamente accompagnano questo viaggio in maniera differente per ciascuno, rendendo ogni esperienza ancora più personale.
Condivido qui alcune parole di chi ha vissuto questo incontro.
“Ho provato per la prima volta la Meditazione in Movimento ispirata alla Kundalini Osho ed è stata un’esperienza davvero particolare. All’inizio, durante lo scuotimento, mi sentivo un po’ rigida e facevo fatica a lasciarmi andare, ma piano piano ho smesso di pensare a quello che stavo facendo e ho iniziato semplicemente a seguire il corpo. La parte della danza mi ha fatto sentire libera e leggera, mentre il bagno sonoro con le campane tibetane mi ha portata in uno stato di rilassamento profondissimo. La meditazione finale è stata il momento che mi ha emozionata di più. Sono uscita sentendomi più presente, calma e in contatto con me stessa. Bellissimi anche il cristallo e la carta ricevuti dal mio inconscio, che sembravano proprio parlare del momento che sto vivendo. È un’esperienza che rifarei e che consiglio soprattutto a chi sente il bisogno di staccare dalla mente e tornare ad ascoltare il proprio corpo.”
Se hai già vissuto la Meditazione in Movimento ispirata alla Kundalini Osho e senti, con i tuoi tempi e nel modo che ti appartiene, di voler lasciare una parola, una sensazione o un piccolo racconto di ciò che hai vissuto, sappi che sarà accolto con gratitudine e rispetto.
Non esiste un modo corretto di raccontare un’esperienza così personale.
Puoi parlare di ciò che hai sentito durante lo scuotimento o la danza, di quello che è accaduto quando il corpo è passato dal movimento alla quiete, delle sensazioni ricevute durante il bagno sonoro con le campane tibetane, della meditazione finale, del cristallo o della carta che ti hanno accompagnato, oppure semplicemente di come ti sei sentito durante o dopo l’incontro.
Non servono parole particolari.
Ciò che conta è raccontare ciò che per te è stato vero e, se lo senti, permettere alla tua esperienza di diventare anche un piccolo aiuto per il tuo prossimo.
Attraverso le tue parole, infatti, un’altra persona potrebbe comprendere meglio che cosa significa vivere questa pratica e sentire se questo tipo di esperienza può essere adatto anche al momento che sta attraversando.
E se invece senti che ciò che hai vissuto non ha ancora bisogno di essere raccontato e preferisci semplicemente custodirlo dentro di te, va bene così.
Ci sono esperienze che diventano subito parole e altre che hanno bisogno prima di essere ascoltate, attraversate e integrate.
Ogni condivisione nasce solo quando è pronta.
E io le ringrazio tutte, sia quelle che trovano una voce e arrivano all’esterno, sia quelle che rimangono silenziosamente custodite dentro.

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