Informazioni utili da leggere prima di ricevere un incontro di Riflessologia Plantare breve

INFORMAZIONI UTILI PRIMA DEL TUO INCONTRO DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE BREVE
Prima del nostro incontro desidero lasciarti alcune informazioni importanti che ti aiuteranno ad arrivare in studio preparatə e, soprattutto, a comprendere meglio ciò che accadrà durante il trattamento.
La Riflessologia Plantare comincia ancora prima che le mie mani inizino a massaggiare i tuoi piedi.
Comincia dall’osservazione.
Quando arriverai in studio, infatti, per me sarà importante poter incontrare i tuoi piedi esattamente così come sono, perché ogni loro caratteristica può raccontarmi qualcosa del momento che stai vivendo.
Il piede è una vera e propria mappa del nostro essere e non parla soltanto attraverso i punti riflessi.
Parla attraverso la pelle, il colore, la temperatura, le zone più secche o più morbide, gli ispessimenti, le callosità, gli arrossamenti, i pieni e i vuoti, le parti maggiormente tese, quelle più sensibili e tutte quelle piccole caratteristiche che spesso siamo abituati a considerare semplicemente imperfezioni.
Per me, invece, possono diventare informazioni preziose.
Per questo, prima dell’appuntamento, non hai bisogno di preparare esteticamente i tuoi piedi.
Non applicare creme o oli poco prima di venire, non fare un pediluvio appositamente per il trattamento e soprattutto non utilizzare raspe, lime o altri strumenti per eliminare callosità, ispessimenti o pelle morta.
Naturalmente puoi mantenere la tua normale igiene quotidiana: ciò che ti chiedo è semplicemente di non modificare appositamente il piede prima di venire da me.
Più il piede rimane naturale, più informazioni potrò raccogliere attraverso la sua osservazione e il suo ascolto e più facilmente potrò comprendere quali zone hanno maggiormente bisogno della mia attenzione.
Quindi non preoccuparti se i tuoi piedi non ti sembrano “perfetti”.
Non devono esserlo.
Portameli semplicemente così come sono.
Durante i trenta minuti di Riflessologia Plantare entreremo poi in una dimensione completamente diversa.
Le luci soffuse, il profumo dell’incenso, il calore del lettino, il Reiki, le manualità sui piedi e l’atmosfera tranquilla dello studio possono accompagnare progressivamente il corpo verso uno stato di rilassamento sempre più profondo.
Potresti sentire il respiro rallentare.
Potresti avvertire il corpo diventare più pesante.
Potresti smettere per qualche momento di seguire i pensieri.
E potresti anche addormentarti.
Se succede, lascialo accadere.
Non devi sforzarti di rimanere svegliə per vivere meglio il trattamento.
Il tuo corpo continuerà a ricevere ciò di cui ha bisogno anche mentre dormi.
Quel breve sonno può diventare un’occasione preziosa di recupero, soprattutto quando arrivi da giornate intense o da periodi nei quali hai riposato meno di quanto avresti avuto bisogno.
Il rilassamento profondo accompagna inoltre il sistema nervoso ad allontanarsi gradualmente da quella modalità di continua allerta nella quale il corpo vive come se dovesse essere sempre pronto a reagire.
Quando siamo continuamente sotto pressione, il nostro organismo rimane maggiormente immerso nei meccanismi legati allo stress, all’adrenalina e al cortisolo.
Quando invece ci sentiamo al sicuro e possiamo finalmente lasciarci andare, il sistema nervoso può orientarsi maggiormente verso il riposo, la calma, la digestione, il recupero e la rigenerazione.
È proprio in uno stato di profonda distensione che desideriamo accompagnare il corpo, affinché possa dedicare le proprie energie ai suoi naturali processi di riequilibrio e autoguarigione.
Durante il massaggio, però, non tutti i punti devono necessariamente risultare piacevoli allo stesso modo.
Potresti incontrare alcune zone del piede particolarmente sensibili, tese o persino fastidiose quando vengono stimolate.
Non significa che il trattamento stia andando male.
Al contrario, sono proprio questi punti che ascolterò con maggiore attenzione.
Una zona particolarmente sensibile può raccontarci la presenza di una tensione, di un accumulo energetico o di qualcosa che il corpo sta trattenendo.
Nella visione psicosomatica con cui accompagno il trattamento, il corpo può custodire anche memorie di emozioni che non sono state completamente espresse, attraversate o lasciate andare.
Lavorare dolcemente su quella zona significa quindi accompagnarla progressivamente verso il rilascio.
Non si tratta di forzare il dolore.
La Riflessologia non deve diventare una prova di resistenza.
Sarò sempre attenta alle tue sensazioni e alla risposta del tuo corpo, modulando le pressioni e rispettando ciò che emerge.
A volte, sciogliendo una tensione nel piede, potresti percepire qualcosa cambiare anche dentro di te: un respiro più profondo, un improvviso senso di leggerezza, un’emozione che affiora, il desiderio di sospirare, una sensazione di calore oppure semplicemente una grande calma.
Lascia che accada.
Il corpo possiede una sua intelligenza e non sempre abbiamo bisogno di comprendere mentalmente tutto ciò che sta lasciando andare.
Attraverso la Riflessologia Plantare lavoriamo infatti anche in un’ottica di prevenzione e mantenimento dell’equilibrio, senza aspettare necessariamente che il corpo arrivi a manifestare un disagio importante prima di iniziare ad ascoltarlo.
All’interno della lettura energetica e psicosomatica, durante il trattamento possiamo incontrare anche le cinque grandi emozioni che il corpo può aver trattenuto: gioia, tristezza, rabbia, paura e preoccupazione.
Persino un’emozione che consideriamo positiva, come la gioia, può essere trattenuta.
Accade quando dentro di noi esiste il desiderio di vivere, esprimersi, divertirsi, amare e sentire entusiasmo, ma nella quotidianità rimaniamo continuamente nel dovere, nel controllo, nelle responsabilità e in ciò che “bisogna fare”.
È come se la gioia esistesse, ma non riuscisse a trovare abbastanza spazio per uscire.
Quando viene trattenuta a lungo, questa energia può riflettersi sul cuore, sull’intestino tenue, sulla tiroide e sull’ipofisi.
La tristezza parla invece di ciò che abbiamo perso, di quello che avremmo voluto trattenere, dei distacchi, delle ferite e delle lacrime che magari non ci siamo concessi di versare.
Quando rimane a lungo dentro di noi può trovare espressione attraverso la pelle, il colon, i polmoni, i genitali e gli organi riproduttivi.
La rabbia è una forza potentissima.
Non è soltanto urlare o arrabbiarsi apertamente: esiste anche una rabbia silenziosa, trattenuta, quella che nasce quando ingoiamo continuamente ciò che vorremmo dire, quando superiamo i nostri limiti, quando diciamo sì mentre dentro sentiamo no o quando percepiamo un’ingiustizia ma non ci permettiamo di esprimerla.
Questa energia viene messa in relazione con il fegato, i muscoli e gli occhi.
La paura riguarda invece la nostra sicurezza, la fiducia nella vita, il sentirci sostenuti mentre attraversiamo ciò che non possiamo controllare.
Può emergere nei periodi di grande cambiamento, quando il futuro appare incerto o quando sentiamo di non avere abbastanza stabilità.
La sua energia viene collegata soprattutto ai reni, alla vescica, alle ossa e all’apparato uditivo.
Infine c’è la preoccupazione, quell’energia che ci porta continuamente nella mente.
Pensare e ripensare.
Anticipare quello che potrebbe succedere.
Cercare una soluzione prima ancora che esista un problema.
Rimuginare sulle conversazioni, sulle responsabilità, sulle persone che amiamo e su tutto ciò che vorremmo riuscire a controllare.
Quando questa energia diventa eccessiva viene associata soprattutto a stomaco, milza, pancreas e apparato digerente.
Durante la Riflessologia non dobbiamo necessariamente andare alla ricerca di un’emozione.
Lasciamo semplicemente che siano i piedi a raccontare.
Attraverso ciò che osserverò, ciò che sentirò sotto le mani e le differenti risposte dei punti riflessi, potranno emergere le zone che in quel momento chiedono maggiore attenzione.
E tu non dovrai fare altro che ricevere.
Se senti qualcosa, puoi raccontarmelo al termine dell'incontro.
Se preferisci rimanere in silenzio, puoi farlo.
Se arriva un’emozione, puoi lasciarla passare.
Se ti addormenti, puoi dormire.
Se i pensieri non ti abbandonano durante il trattamento, ricorda che li sta ìi finalmente lasciando andare, ne avevi in eccesso e si stanno "ripulendo" durante le varie manualità.
Non esiste un modo giusto di vivere il tuo trattamento.
Al termine dei trenta minuti, inoltre, non dovrai alzarti immediatamente dal lettino.
Rimarrai ancora distesə e riceverai un breve bagno sonoro con le Campane Tibetane, pensato per accompagnarti nell’integrazione di ciò che hai appena vissuto.
Le vibrazioni e il suono delle campane ti permetteranno di rimanere ancora qualche istante in quello spazio di quiete, senza dover tornare immediatamente alla mente e alla quotidianità.
Poi ci prenderemo ancora il tempo necessario per ritornare lentamente al presente.
Perché questo incontro dura trenta minuti nelle sue manualità, ma ciò che desidero offrirti è qualcosa di più grande di una semplice mezz’ora di massaggio.
È uno spazio nel quale puoi lasciare fuori, per un momento, tutto ciò che devi fare.
E permettere al corpo di parlare.
Tu porta i tuoi piedi così come sono.
Al resto, insieme, daremo ascolto.
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