Informazioni utili da leggere prima del Massaggio di Psicosomatica dell'Anima Infantile 7 - 11 anni

Informazioni utili da leggere prima di ricevere un massaggio di Psicosomatica dell'Anima Infantile per bambini dai 7 agli 11 anni circa
Prima di ricevere il Massaggio di Psicosomatica dell’Anima Infantile è importante ricordare che ogni bambino vive il rilassamento a modo proprio e che non abbiamo bisogno di chiedergli di comportarsi come farebbe un adulto durante un trattamento.
Potrebbe chiudere gli occhi e rilassarsi profondamente, ma potrebbe anche rimanere sveglio, guardarsi intorno, parlare, raccontare qualcosa, fare domande o avere bisogno di cambiare posizione: tutto questo va bene.
Il suo corpo e il suo mondo emotivo hanno tempi e bisogni differenti e i bambini, avendo generalmente accumulato meno tensioni e sovrastrutture rispetto agli adulti, possono ritrovare il proprio equilibrio con maggiore naturalezza e rapidità.
È proprio da questo dialogo continuo tra corpo ed emozioni che nasce la lettura psicosomatica: parliamo di psicosomatica quando ciò che viviamo interiormente può riflettersi sul corpo attraverso tensioni, rigidità, sensazioni o manifestazioni corporee e parliamo invece di somatopsichica quando il movimento avviene nella direzione opposta e uno stato di tensione o disagio del corpo può influenzare il nostro modo di sentirci, rendendoci per esempio più irritabili, agitati, stanchi o emotivamente vulnerabili.
Corpo ed emozioni, quindi, non vengono considerati come due mondi separati, ma come parti che dialogano continuamente tra loro.
Secondo alcune mappe utilizzate nel massaggio metamerico, questo dialogo può essere osservato anche attraverso i metameri, zone corporee collegate per via nervosa a determinati distretti e organi: lavorando dolcemente sulla schiena possiamo incontrare aree particolarmente tese o sensibili.
In questo contesto vengono chiamate dermalgie riflesse alcune zone cutanee che, alla palpazione o al trattamento, possono presentare una sensibilità o una reattività particolare e che vengono utilizzate dall’operatore come elementi di osservazione, senza attribuire loro da sole un significato diagnostico.
Anche la pelle può diventare un importante confine attraverso il quale il bambino manifesta il proprio vissuto e periodi emotivamente intensi possono talvolta accompagnarsi a rossori, prurito o maggiore reattività cutanea.
Nella lettura simbolica psicosomatica, inoltre, emozioni differenti vengono tradizionalmente associate a differenti zone del corpo: la rabbia, per esempio, viene associata soprattutto al fegato e può accompagnarsi a tensione muscolare, rigidità, agitazione, tensione agli occhi o alla mandibola, paura e ansia possono essere avvertite maggiormente attraverso il respiro, lo stomaco e l’intestino, con il classico “mal di pancia”, nausea, tensione addominale, irrequietezza o difficoltà a lasciarsi andare, la tristezza viene simbolicamente collegata maggiormente al torace e ai polmoni e può essere vissuta attraverso chiusura, stanchezza, sospiri e una postura più raccolta, il senso di colpa può portare il bambino a controllarsi molto, sentirsi continuamente in errore e contrarre soprattutto la zona dello stomaco e dell’addome.
Anche la gioia ha una sua espressione corporea: quando può fluire liberamente porta apertura, vitalità e movimento, mentre quando è molto intensa o il bambino sente di doverla contenere può trasformarsi in grande eccitazione, irrequietezza e bisogno di muoversi.
Queste associazioni non significano che un determinato sintomo, una dermalgia o un inestetismo corrispondano automaticamente a una determinata emozione: rappresentano una chiave di lettura simbolica e olistica attraverso la quale possiamo prestare attenzione a ciò che il corpo sembra raccontare.
Il massaggio diventa così anche uno spazio di riequilibrio energetico nel quale il bambino può lasciare andare parte delle tensioni accumulate e imparare, poco alla volta, che le emozioni non devono essere represse o giudicate, ma possono essere riconosciute, attraversate ed espresse.
Durante il trattamento, quindi, non gli chiederemo di “rilassarsi nel modo giusto”: gli permetteremo semplicemente di essere bambino e di vivere quel momento nella maniera che il suo corpo e il suo sentire gli suggeriscono.
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