Informazioni utili da leggere prima del tuo incontro di Costellazione Famigliare Sistemica di gruppo guidata dagli Esseri di Luce



INFORMAZIONI UTILI DA LEGGERE PRIMA DI PARTECIPARE A UNA COSTELLAZIONE FAMIGLIARE SISTEMICA DI GRUPPO GUIDATA DAGLI ESSERI DI LUCE

Prima di partecipare a una Costellazione Famigliare Sistemica di gruppo guidata dagli Esseri di Luce, ci sono alcune informazioni importanti che desidero condividere con te, affinché tu possa arrivare all’incontro con maggiore consapevolezza e comprendere meglio ciò che potrà accadere durante il lavoro.

Una delle cose più importanti riguarda la scelta del tema.

Quando si partecipa a una Costellazione Famigliare Sistemica non è consigliabile arrivare con un tema completamente aperto, del tipo “vediamo cosa viene fuori”, perché questo significherebbe aprire contemporaneamente moltissime informazioni appartenenti al campo morfogenetico del proprio sistema familiare.

Ogni albero genealogico porta con sé una quantità enorme di storie, legami, dinamiche, traumi, esclusioni, ripetizioni, irretimenti, emozioni e memorie.

Aprire tutto contemporaneamente significherebbe mettere in movimento troppi lavori energetici nello stesso momento, rendendo molto più complesso proseguire in maniera ordinata nello scioglimento delle dinamiche familiari.

Per questo motivo è fondamentale individuare prima dell’incontro un tema preciso sul quale desideri portare luce.

Non significa che tu debba già conoscere la causa del problema.

Non devi sapere da dove arriva, a chi appartiene o perché sta accadendo.

Hai semplicemente bisogno di individuare ciò che, in questo momento della tua vita, ti toglie maggiormente pace.

Può essere una problematica legata alla salute, una dinamica che continua a ripetersi, una difficoltà nelle relazioni, una tematica economica, debiti che sembrano ripresentarsi continuamente, la difficoltà a trovare o mantenere un lavoro, il desiderio di incontrare un compagno o una compagna senza riuscirci, oppure la sensazione di vivere sempre lo stesso tipo di relazione.

Può riguardare anche qualcosa di molto concreto, per esempio non riuscire a trovare una casa, non riuscire a vendere un immobile, sentirsi continuamente bloccati in una determinata situazione oppure vedere che, nonostante gli sforzi, qualcosa continua a non muoversi.

Più il tema è specifico, più il lavoro può dirigersi con chiarezza verso quella determinata dinamica.

Ad esempio, anziché portare semplicemente il tema “amore”, può essere molto più utile arrivare con qualcosa come: “non riesco a costruire una relazione stabile”, oppure “continuo ad attirare persone emotivamente non disponibili”.

Allo stesso modo, anziché portare genericamente il tema “denaro”, può essere utile focalizzarsi su: “ogni volta che riesco a mettere qualcosa da parte succede qualcosa e torno al punto di partenza”, oppure “continuo ad avere difficoltà nel ricevere denaro con serenità”.

Il tema è quindi come una porta d’ingresso.

Permette al campo di orientarsi verso ciò che in quel momento è pronto a essere osservato e trasformato, senza aprire contemporaneamente tutto il sistema.

Durante un incontro di gruppo, però, non tutte le persone presenti lavoreranno necessariamente nello stesso modo.

Potresti essere scelta come costellata, cioè come la persona che porta il proprio tema e osserva la rappresentazione della propria dinamica.

Potresti essere scelta per entrare nel campo morfogenetico come rappresentante.

Oppure potresti semplicemente osservare.

Ed è importante sapere che anche osservare significa lavorare.

Chi rimane fuori dal campo non è mai “escluso” dall’esperienza.

Al contrario, può ricevere un lavoro molto profondo semplicemente attraverso ciò che vede, ciò che sente e ciò che risuona dentro di sé mentre osserva le costellazioni degli altri.

A volte una frase pronunciata durante il lavoro di un’altra persona, un movimento, una relazione tra due rappresentanti o una dinamica che emerge può toccare improvvisamente qualcosa di molto personale.

Può accadere di riconoscere una parte della propria storia all’interno della storia di qualcun altro.

E questo non avviene per caso.

Se durante un incontro non vieni scelta né come costellata né come rappresentante, non significa che tu abbia ricevuto meno.

Può semplicemente significare che, in quel momento, il livello di lavoro più adatto a te era quello dell’osservazione.

Entrare direttamente nel campo oppure portare la propria costellazione avrebbe potuto rappresentare un movimento energetico più intenso di quello necessario in quel momento.

Anche osservare può quindi essere esattamente il posto giusto nel quale il tuo sistema ha bisogno di trovarti.

Quando invece vieni scelta come rappresentante, accade qualcosa di molto particolare.

All’interno dello spazio della costellazione viene delimitato fisicamente il campo morfogenetico.

Nel momento in cui entri in quello spazio per rappresentare qualcuno o qualcosa, sei invitata a lasciare momentaneamente da parte la tua storia personale e ad ascoltare ciò che emerge.

Potresti essere scelta per rappresentare una madre, un padre, un nonno, uno zio, un fratello, un bambino mai nato, un antenato oppure persino qualcosa di simbolico, come una malattia, il denaro, la paura, la casa, il lavoro o una determinata dinamica.

E qui avviene uno degli aspetti più sorprendenti del lavoro sistemico.

Tu potresti non aver mai incontrato la persona che stai rappresentando.

Potresti non sapere assolutamente nulla di lei.

Eppure, entrando nel campo, potresti iniziare a percepire emozioni, sensazioni corporee, impulsi, atteggiamenti o movimenti che sembrano non appartenerti.

Ad esempio, se vieni scelta per rappresentare uno zio di un partecipante che non hai mai conosciuto e quella persona era molto orgogliosa, chiusa o arrabbiata, potresti improvvisamente percepire rigidità, rabbia, desiderio di allontanarti oppure difficoltà a guardare qualcuno negli occhi.

Non hai bisogno di inventare nulla.

Non devi recitare.

Non devi cercare di capire quale sarebbe il comportamento “giusto”.

Il tuo compito è semplicemente ascoltare ciò che emerge e permettere al corpo e alle sensazioni di mostrarti quello che arriva.

Ed è proprio qui che il lavoro può diventare profondamente trasformativo anche per chi rappresenta.

Ciò che senti nel campo può infatti entrare in risonanza con parti di te che magari non conosci ancora consapevolmente.

Potresti essere scelta per rappresentare una dinamica che, in qualche forma differente, appartiene anche alla tua storia.

E attraverso quella rappresentazione, qualcosa dentro di te può iniziare a essere visto.

La persona costellata, invece, osserva dall’esterno la propria dinamica prendere forma davanti ai suoi occhi.


Può vedere rappresentati i propri familiari, i legami, le distanze, le esclusioni, i movimenti inconsapevoli e i ruoli presenti nel sistema.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più profondi della Costellazione Famigliare Sistemica: le persone che rappresentano quella famiglia spesso non la conoscono affatto.

Non hanno mai incontrato i suoi membri, non conoscono la loro storia e non sanno come siano realmente.

Eppure, attraverso ciò che emerge nel campo, la persona costellata può riconoscere atteggiamenti, distanze, emozioni e dinamiche che appartengono esattamente alla propria famiglia.

Passaggio dopo passaggio, ciò che prima era invisibile può iniziare a diventare visibile.

Una dinamica può essere osservata.

Un ordine può essere ristabilito.

Un peso può essere riconosciuto.

Qualcosa che era stato escluso può ritrovare il proprio posto.

E il costellato può vedere la propria storia da una prospettiva completamente differente, accompagnato durante tutto il lavoro dagli Esseri di Luce e da ciò che il campo mostra in quel preciso momento.

Per questo non è necessario arrivare all’incontro sapendo già tutto.

Non serve conoscere perfettamente il proprio albero genealogico e non occorre avere tutte le risposte.

Serve soltanto scegliere con sincerità il tema che, in questo momento, senti maggiormente vivo dentro di te.

Al resto permetteremo di mostrarsi un passo alla volta.



Commenti