Settimo Chakra Sahasrara


SETTIMO CHAKRA SAHASRARA


Hai scelto Sahasrara perché una parte di te, quella più antica e luminosa, ti sta chiamando verso l’alto, verso una connessione più ampia, più pura, più vera con ciò che sei oltre il corpo, oltre la mente, oltre ogni storia personale. 

Il tuo inconscio ha riconosciuto che sei prontə a ricevere un raggio di consapevolezza superiore, a ricordare la tua natura divina, a lasciarti guidare non più solo dalla volontà o dalla logica, ma dalla saggezza che ti abita da sempre. 

Quando scegli Sahasrara, scegli il ritorno a casa. Scegli il momento in cui l’anima smette di chiedersi “chi sono?” e inizia a sentire “io sono parte del tutto”.

Sahasrara è il settimo chakra, il loto dai mille petali che si apre sulla sommità della tua testa come un sole spirituale. 

Il suo nome sanscrito significa proprio “dai mille petali”, un’immagine che racconta l’infinita espansione della coscienza. 

È il punto in cui l’essere umano smette di sentirsi separato e riconosce la sua appartenenza all’universo. 

È qui che l’individuale incontra il Divino, che il limite si dissolve nella luce, che la vita diventa un movimento sacro e consapevole. 

Hai scelto questo chakra perché la tua anima è pronta a fare un passo verso quella consapevolezza, verso quel senso di unità che ti permette di vivere non solo “nella” vita, ma “con” la vita.

Sahasrara è localizzato leggermente sopra la fontanella ed è rappresentato da una sfera bianca brillante, pura, circondata da mille petali di loto che si aprono uno dopo l’altro. 

La sfera centrale incarna la perfezione divina, mentre i petali rappresentano tutte le forme attraverso cui la coscienza si manifesta. 

I suoi colori sono il viola, il bianco e l’oro, vibrazioni alte che parlano di purezza, illuminazione e presenza. 

La sua frequenza è 963 Hz, una vibrazione che scioglie i veli della mente e apre la percezione del divino. 

La nota musicale è il Si, un suono che spinge verso l’alto, verso la verità.

A livello evolutivo, Sahasrara inizia a fiorire pienamente dai 12 anni in poi, quando l’essere umano comincia a interrogarsi sul senso della vita, sul perché delle cose, sul mistero dell’esistenza. 

È collegato alla capacità di cercare la verità, di provare empatia profonda, di sentire la vita negli occhi dell’altro come se fosse la propria. 

Quando scegli questo chakra, stai dicendo che sei prontə a trascendere la personalità e a incontrare il tuo Sé più alto.

Il suo elemento è la luce interiore, quella che non proviene da una fonte esterna ma che nasce spontaneamente nell’anima. 

La luce non ha forma, non ha peso, non ha confini: proprio come la coscienza quando si espande. 

Il suo numero simbolico è mille, che unisce l’unità del numero uno e il compimento rappresentato dagli zeri. 

È il numero della totalità.

Il suo animale guida è il gabbiano, creatura che vola alta, libera, capace di sostenere i simili e di attraversare i confini tra acqua, terra e cielo. 

Il gabbiano rappresenta l’anima che ha trovato libertà e condivisione, che non è più trattenuta dalle paure o dai limiti. 

Hai scelto questo chakra perché una parte di te desidera aprire le ali.

Quando Sahasrara è in equilibrio, nasce un senso di serenità profonda, un’espansione che si percepisce nel corpo come leggerezza, nella mente come chiarezza, nel cuore come gratitudine. 

La saggezza diventa naturale, l’intuizione si fa potente, l’energia sembra inesauribile. 

Le persone che hanno questo chakra aperto emanano una presenza amorevole, luminosa, che si sente anche senza parole. 

Si avverte che dentro di loro scorre un filo diretto con il Divino.

Quando invece Sahasrara è in disequilibrio, l’energia può muoversi in due direzioni opposte. 

Se è in eccesso, può portare frustrazione, senso di smarrimento, tendenze distruttive o depressione, come se la mente non trovasse più un appoggio nella materia. 

Se è carente, può manifestarsi come apatia, isolamento, mancanza di scopo, difficoltà a prendere decisioni. 

Fisicamente possono emergere mal di testa ricorrenti, disturbi del sistema nervoso o una sensazione di “stanchezza dell’anima”.

Per riequilibrare Sahasrara, puoi dedicarti a meditazioni di luce: immaginare un fascio di luce cristallina che scende dall’alto e si posa sulla tua corona, portando chiarezza, pace e un senso di unione con tutto ciò che esiste. 

Oppure visualizzare un arcobaleno che scorre dentro di te, armonizzando ogni parte e portando integrità. 

Indossare il bianco, colore che unisce tutte le frequenze, ti aiuta a entrare in spazi più leggeri e consapevoli. 

Ripetere il mantra Om, che è la vibrazione dell’universo, allinea la tua energia alla frequenza della creazione. 

Immergerti nei suoni della natura, vento, acqua, foreste, ti riconnette al respiro stesso dell’esistenza. 

E puoi ripetere l’affermazione: “Sono pienamente consapevole e connesso al potere divino”, lasciando che questa verità si radichi nelle cellule come un seme di luce.

Un aspetto molto profondo di Sahasrara riguarda il rapporto con il padre terreno. 

Nelle tradizioni spirituali e nelle costellazioni familiari, questo chakra rappresenta il collegamento con il Padre Cielo, ma la nostra capacità di aprirci al divino è spesso modellata da come abbiamo vissuto la relazione con nostro padre. 

Un rapporto armonico facilita un’apertura serena verso la vita spirituale, mentre una relazione difficile può portare chiusure, sensazioni di isolamento o difficoltà a fidarsi dell’universo. 

Riconciliare questa dimensione, dentro di sé, non necessariamente nella realtà esterna, è uno dei doni più grandi per fiorire nel settimo chakra.

Hai scelto Sahasrara perché stai entrando in una fase in cui l’anima desidera unirsi alla sua sorgente, in cui vuoi sentirti parte del tutto, sostenutə da una guida superiore, connessə a un significato più grande.

Il tuo inconscio ti sta dicendo che sei prontə a far brillare la luce della coscienza unitaria dentro di te, a permettere che il divino scorra nella tua vita come un respiro continuo.

Sahasrara è la porta verso la tua essenza più vera, e scegliendolo hai detto sì al tuo risveglio.

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