DIO


DIO

Se sei arrivato qui è perché il tuo inconscio, quella parte profonda che conosce i tuoi bisogni meglio della mente, ha scelto per te la presenza di Dio come energia guida.

Non un Dio religioso, non un’autorità esterna, ma la Fonte Creatrice: l’amore più puro, la luce che sostiene, l’energia che esiste prima di ogni forma e che continua ad agire in ogni battito della vita.

Questo significa che dentro di te c’è un punto che ha bisogno di tornare alla pace, all’ordine, all’ascolto.

E la scelta del tuo inconscio è già un messaggio:

“Ho bisogno di tornare a sentirmi sostenuto. Ho bisogno di luce. Ho bisogno di qualcosa che sia più grande di me, ma che nello stesso tempo mi appartenga.”

Dio, inteso come energia universale, non ha dogmi né confini: risponde semplicemente alla tua apertura.

Non devi credere a qualcosa di esterno: devi solo permettere alla tua parte più sensibile di essere ascoltata.

Quando ti rivolgi a questa energia, stai riportando la tua vita al suo centro naturale.

Stai scegliendo di non attraversare tutto da solo.

Stai tornando in un luogo in cui puoi riposare, respirare, essere protetto.

E ogni volta che hai bisogno di ritrovare forza, lucidità o calore, puoi richiamare la sua presenza così:

Dio, mettimi in una bolla di energia Divina schermante e protettiva. Riempila della tua luce e del tuo amore. Ora che sono al sicuro in questa bolla, apro il mio cuore affinché il tuo amore puro possa fluire attraverso di me verso gli altri. Apro la mia vista spirituale per vedere meglio.
Invito la tua luce divina nel mio corpo ora, e chiedo che questa luce si accenda in me e negli altri. Dio, guidami, proteggimi e rendimi un canale puro per la tua energia.
Chiedo questo o qualcosa di meglio. Grazie.”


Leggere o pronunciare questa frase non è un rito: è un gesto di disponibilità.

Ti permette di entrare in uno spazio più alto, più limpido, più protetto.

E quando senti paura, confusione o pesantezza, puoi fare un passo ancora più profondo: lasciare andare ciò che non riesci più a portare.

Non perché qualcuno lo farà al posto tuo, ma perché Dio può trasformare ciò che ti affatica in qualcosa di più leggero, più respirabile.

Puoi farlo così: ti siedi, respiri, e scrivi tutto ciò che ti toglie pace. Anche solo parole sparse.

Poi chiudi il foglio fra le mani e dici:

Caro Dio, che sei puro amore, ti affido queste preoccupazioni e questi pensieri che mi tolgono pace. Confido in te perché, se ti consegno il mio fardello, il tuo amore lo sosterrà.
Ti chiedo aiuto per portare pace e soluzioni in tutte queste situazioni.
Mi affido a te sapendo che tutto si risolverà nel miglior modo possibile.
Chiedo questo o qualcosa di meglio. Grazie, grazie, grazie.”


Infine accartocci il foglio e lo butti via.

È un gesto semplice, ma parla chiaramente al tuo inconscio:

“Non porto più questo peso da solo. Lo affido alla vita.”

Questa pratica non è un abbandono: è un affidamento.

È ricordarti che esiste un’energia più grande che ti sostiene sempre, anche quando tu non te ne accorgi.

E ogni volta che senti il bisogno di ristabilire il tuo equilibrio, puoi tornare qui.

Non c’è un limite, non c’è un numero, non c’è un “troppo”: Dio non si stanca.

L’energia creatrice risponde sempre.

E lo fa con delicatezza, con rispetto, con amore.

Ricordati solo una cosa, la più importante:
non sei mai solo.

Il fatto che il tuo inconscio abbia scelto Dio per accompagnarti ora significa che sei pronto a ricevere una luce più alta, più chiara, più amorevole.

E questa luce ti sarà data, passo dopo passo, nella misura in cui sei pronto ad accoglierla.


Commenti